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Vendemmia del Vino Nobile di Montepulciano:
come nasce una nuova annata

Azienda Agraria Antico Colle di Andrea Frangiosa

La vendemmia del Vino Nobile di Montepulciano è il momento in cui un intero anno trascorso tra i filari arriva al suo punto decisivo. Dopo mesi di potatura, germogliamento, fioritura, maturazione e controllo delle vigne, arriva il momento di raccogliere le uve e iniziare a trasformare ciò che la stagione ha consegnato.



A Montepulciano la vendemmia non è soltanto una fase produttiva. È uno dei momenti dell’anno in cui il rapporto tra vigneto, territorio e lavoro dell’uomo diventa più evidente. Ogni parcella può maturare con tempi leggermente diversi e ogni annata presenta condizioni proprie. Per questo stabilire quando raccogliere significa interpretare la vigna, non semplicemente seguire una data sul calendario.



Al centro di questo lavoro troviamo soprattutto il Prugnolo Gentile, il nome con cui viene tradizionalmente indicato il Sangiovese nel territorio poliziano e il vitigno fondamentale per l’identità del Vino Nobile di Montepulciano.



Quando si vendemmia il Vino Nobile di Montepulciano?



Non esiste una data identica ogni anno. Il periodo della raccolta dipende dall’andamento climatico, dall’altitudine del vigneto, dall’esposizione, dal tipo di terreno e dallo stato di maturazione delle uve.



In genere, il Sangiovese destinato alla produzione del Vino Nobile raggiunge la maturazione tra la fine di settembre e il mese di ottobre, ma anche pochi giorni possono fare una grande differenza.



Una stagione particolarmente calda può anticipare alcune fasi della maturazione, mentre temperature più fresche o piogge distribuite diversamente possono rallentarle. Anche all’interno della stessa azienda vigneti differenti possono essere raccolti in momenti diversi.



È proprio per questo che durante le settimane precedenti alla vendemmia l’osservazione dei grappoli diventa continua.



Come si capisce quando l’uva è pronta?



Guardare soltanto il colore dell’uva non basta. Per decidere quando raccogliere bisogna considerare diversi elementi contemporaneamente.



Tra i principali troviamo:




  • concentrazione degli zuccheri;

  • livello di acidità;

  • maturazione delle bucce;

  • maturazione dei vinaccioli;

  • sviluppo dei profumi;

  • stato sanitario dei grappoli.



Uno dei concetti più importanti è quello di maturazione fenolica. Le bucce e i vinaccioli contengono infatti sostanze fondamentali per il futuro vino, tra cui tannini e componenti responsabili del colore.



Raccogliere troppo presto potrebbe significare ottenere tannini ancora verdi e poco armoniosi. Aspettare troppo, invece, potrebbe portare a una perdita di freschezza o a una concentrazione eccessiva degli zuccheri.



La vendemmia nasce quindi dalla ricerca di un equilibrio: quello stesso equilibrio che, mesi o anni dopo, cercheremo nel bicchiere.



Il Prugnolo Gentile durante la vendemmia



Per comprendere la vendemmia del Nobile di Montepulciano bisogna conoscere il comportamento del suo vitigno principale.



Il Sangiovese è una varietà capace di interpretare in maniera molto evidente il luogo nel quale viene coltivata. Terreno, esposizione e andamento climatico incidono sulla maturazione e possono creare differenze anche tra vigneti relativamente vicini.



Nel territorio di Montepulciano questa varietà prende tradizionalmente il nome di Prugnolo Gentile. Abbiamo approfondito le sue caratteristiche nell’articolo dedicato al Prugnolo Gentile e al suo ruolo nel Vino Nobile di Montepulciano.



Durante la vendemmia, la conoscenza delle singole vigne diventa particolarmente importante. Un terreno più fresco, una diversa esposizione o una maggiore altitudine possono modificare il ritmo della maturazione e suggerire tempi di raccolta differenti.



La selezione delle uve comincia nel vigneto



Una buona vendemmia non consiste semplicemente nel portare in cantina tutti i grappoli presenti sulla pianta. La qualità del futuro vino dipende anche dalla capacità di selezionare le uve.



Durante la raccolta vengono osservati integrità, maturazione e condizioni sanitarie dei grappoli. L’obiettivo è lavorare con una materia prima che possa esprimere al meglio il carattere dell’annata.



Questa attenzione diventa ancora più importante quando si producono vini destinati a lunghi periodi di maturazione. Un grande vino nasce infatti prima dell’ingresso in cantina: fermentazione e affinamento possono accompagnare e valorizzare l’uva, ma non possono sostituirne la qualità.



Dalla vendemmia alla cantina



Una volta raccolte, le uve iniziano un nuovo percorso. Dopo la selezione vengono avviate alle operazioni che porteranno alla fermentazione alcolica e alla successiva maturazione del vino.



È una fase nella quale la precisione è fondamentale. Temperature, tempi di macerazione e gestione delle bucce influenzano l’estrazione del colore, dei tannini e delle sostanze aromatiche.



Il produttore deve interpretare anche in cantina le caratteristiche della vendemmia. Un’annata più concentrata può richiedere decisioni differenti rispetto a una caratterizzata da maggiore freschezza ed eleganza.



Per conoscere l’intero percorso è possibile approfondire come si produce il Vino Nobile di Montepulciano, dalla trasformazione delle uve fino alle successive fasi di maturazione.



Perché ogni annata di Vino Nobile è diversa



Quando parliamo di annata non ci riferiamo soltanto all’anno riportato sull’etichetta. Dietro quella data esistono mesi di temperature, precipitazioni, escursioni termiche e condizioni meteorologiche che hanno accompagnato la vite dalla ripresa vegetativa alla raccolta.



Una stagione più calda può favorire vini caratterizzati da maggiore maturità del frutto e concentrazione. Annate più fresche possono invece mettere maggiormente in evidenza acidità, profumi floreali e finezza.



Non significa che esista un unico modello di annata perfetta. Ciò che conta è l’equilibrio raggiunto dalle uve e la capacità del produttore di interpretare ciò che la vigna ha offerto.



Questo diventa ancora più interessante nelle diverse zone della denominazione. Il progetto delle Pievi, ad esempio, ha portato ancora più attenzione sulle differenze territoriali presenti all’interno di Montepulciano, come abbiamo raccontato nell’approfondimento dedicato al Vino Nobile di Montepulciano Pieve.



Dalla nuova annata al tempo dell’affinamento



Con la vendemmia nasce il vino, ma il suo percorso è ancora lungo. Dopo la fermentazione iniziano le fasi di maturazione durante le quali tannini, profumi e struttura continuano lentamente a trasformarsi.



Il Vino Nobile di Montepulciano è un vino per il quale il tempo rappresenta una componente essenziale. Le sensazioni che troviamo durante i primi mesi saranno molto diverse da quelle presenti dopo l’affinamento e, successivamente, dopo alcuni anni di evoluzione in bottiglia.



La vendemmia rappresenta quindi contemporaneamente un arrivo e una partenza: chiude il ciclo della vigna e apre quello della cantina.



La vendemmia come racconto del territorio



Durante l’anno il paesaggio di Montepulciano cambia continuamente. I filari spogli dell’inverno diventano verdi in primavera, i grappoli iniziano a prendere forma durante l’estate e, lentamente, il colore dell’uva annuncia l’avvicinarsi della raccolta.



La vendemmia è il momento in cui tutte queste trasformazioni trovano una sintesi. Ogni grappolo porta con sé le caratteristiche della stagione, della collina sulla quale è cresciuto e delle decisioni prese durante l’anno.



È anche per questo che assaggiare annate diverse dello stesso Vino Nobile di Montepulciano può essere così interessante. Il vitigno e il territorio rimangono, ma ogni vendemmia lascia una propria impronta.



Dietro la bottiglia che arriva sulla tavola c’è quindi molto più di una data sull’etichetta: c’è un anno trascorso ad aspettare, osservare e scegliere il momento in cui quelle uve erano finalmente pronte per iniziare il loro viaggio verso il vino.


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