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Come riconoscere un buon vino bianco
I difetti da evitare

Azienda Agraria Antico Colle di Andrea Frangiosa

I gusti personali influenzano non poco le nostre scelte a proposito di vino.
Mettendo, però, da parte, questa componente soggettiva, ci sono degli standard universali che ci fanno dire se un vino sia buono o meno.
Oggi ci siamo chiesti se anche tu sai come si fa a riconoscere un buon vino bianco e abbiamo pensato possa esserti utile una piccola guida, cosicché, la prossima volta, al ristorante o all’aperitivo, capirai al volo se il vino bianco che ti hanno servito è più o meno buono.

Per imparare a capire se un vino bianco è buono o no devi analizzarlo usando tre sensi: la vista, l’olfatto, il gusto.
Quelli che ti elencheremo sono i difetti che ti dicono che il vino che hai sottomano non è buono.


Difetti che si percepiscono all’esame visivo
Guarda il vino che hai nel bicchiere: di che colore è?
Devi sapere che ogni vino bianco ha un proprio colore caratteristico dato dall’uva o dalle uve utilizzate per la sua produzione.
In linea di massima, però, l’intensità del colore ne indica l’età: un vino bianco giovane è di un colore giallo chiarissimo, paglierino con riflessi verdognoli; pian piano, con il passare del tempo e con l’affinamento, questo colore tenderà a virare verso tonalità più cariche.
Visto che, mediamente, si consiglia il consumo di vino bianco per un paio di anni dalla produzione, quindi di colore più intenso ma non troppo, se ti trovi di fronte ad un vino dal colore ambrato o giallo cupo sicuramente si tratterà di un vino troppo vecchio per essere considerato buono, cioè ormai fuori dal suo range qualitativo ottimale.
Fai attenzione anche alla limpidezza del vino e alla presenza o meno di particelle in sospensione, che possono indicare dei problemi insorti durante la vinificazione o una cattiva conservazione.

Difetti che si percepiscono all’esame olfattivo
Il difetto più famoso, che tutti conoscono e che riguarda tanto i vini bianchi quanto i rossi, è il sentore di tappo: se annusando avverti un qualcosa che somiglia all’odore dell’umidità, della muffa, allora il vino è da scartare per il suddetto difetto.
Se, invece, senti odori pungenti simili a zolfo, allora vuol dire che è stata utilizzata male, durante la vivificazione, l’anidride solforosa, oppure che ci sono stati addirittura degli errori con gli antiparassitari a base di zolfo in vigna. In ogni caso, questo odore è indice di bassa qualità del prodotto.
In ultimo, attenzione a quell’odore che viene definito marsalato. Il Marsala è un vino che viene sottoposto ad un invecchiamento ossidativo; se un vino comune ha questo sentore vuol dire che è vittima di una ossidazione che ne annulla la qualità.

Difetti che si percepiscono all’esame gustativo
In teoria, se ti sei accorto di qualche difetto durante uno o entrambi i precedenti step non dovresti arrivare all’assaggio, poiché hai già la certezza che non hai nel bicchiere un buon vino bianco.
Nel caso in cui, invece, tutto sia filato liscio fino a qui, allora devi sapere che un buon vino bianco deve essere fresco al gusto, ossia deve avere una giusta acidità, non deve, cioè, risultare piatto al palato né troppo invadente.
E attenzione alla persistenza: un buon vino bianco lascia tracce positive di sé al palato per alcuni secondi; se non lo fa, se la sua persistenza è corta, allora non è di buona qualità.

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