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IGT, DOC e DOCG
Le denominazioni del vino

Azienda Agraria Antico Colle di Andrea Frangiosa

Quante volte leggendo l’etichetta di un vino vi siete imbattuti in una sigla come DOC oppure DOCG? Sicuramente tantissime anzi, sempre.
La denominazione di origine è infatti una di quelle informazioni che per legge deve essere presente nell’etichetta del vino.

Se vuoi sapere di più su come leggere l’etichetta di un vino leggi il nostro articolo

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Che cos’è la Denominazione di Origine


La denominazione è un’indicazione geografica che identifica un prodotto alimentare legandolo al territorio di origine. Questo sistema è nato per difendere la tipicità dei prodotti e, al tempo stesso, tutelare il consumatore.

Il sistema di Denominazione di Origine (che non vale solo per il vino ma per tutti i prodotti agroalimentari), vuole proteggere i prodotti di un dato territorio e mira a salvaguardare la biodiversità, favorendo l’economia del territorio stesso.

Il vino è stato il primo settore ad essere regolamentato in questo senso, basti pensare che lungo tutta la storia dell’uomo, dall’antico Egitto all’antica Roma, si trovano tracce di ordinamenti giuridici volti a razionalizzare la produzione del vino ( e dei prodotti agroalimentari in genere) dei vari territori di appartenenza.

Il Chianti: la prima zona vinicola protetta


Possiamo dire che il Chianti è stata la prima zona vitivinicola protetta per legge in quanto nel 1716 il Granduca di Toscana, Cosimo III, fissò i confine della zona di produzione; una zona che si estendeva fra le città di Firenze e Siena: al di fuori di questo territorio il vino prodotto non poteva essere chiamato Chianti.

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In realtà però il primo vero sistema di classificazione dei vini risale al 1730 ed è nato in Ungheria, nella regione di Tokaj-Hegyalja. Più tardi, nel 1855, l’imperatore Napoleone III di Francia richiese un sistema di classificazione dei migliori vini Bordeaux per poi esporli all’Esposizione universale di Parigi.

Da allora ogni paese ha seguito una propria strada ma, nel 1883, possiamo trovare il primo riferimento a livello internazionale quando la Convenzione di Parigi per la protezione della Proprietà Industriale, fa menzione per la prima volta delle GI (Geographical Indications), anche chiamate ”Indications of Surce” o ”Appellations of Origin”.

Infine il Sistema Europeo si basa sulle PDO ovvero Protected Denominations of Origin, sulle PGI (Protected Geogaphical Indications) e sulle TSG (Traditional Specialities Guaranteed). Il sistema è stato creato nel 1992.

Le Denominazioni di Origine in Italia


Anche l’Italia, seguendo l’esempio europeo, possiede il suo sistema di Denominazioni di Origine che si suddividono in IGP, Indicazioni Geografiche Protette e DOP, Denominazioni di Origine Protette.

Per quanto riguarda i vini la DOP è intesa come riferimento ad una specifica zona geografica ed è utilizzata in riferimento a un prodotto particolarmente rinomato e strettamente connesso alla zona di produzione. Per IGP invece si intende il nome di una particolare zona geografica utilizzato per indicare il prodotto che ne deriva.

Queste due sigle sono intese a livello europeo e ben distinguibili in tutti i paesi. Oltre a queste, in Italia vengono utilizzate anche le più classiche denominazioni ovvero: DOC e DOCG, nel caso di un vino DOP oppure IGT nel caso di un vino IGP.

Questo significa che uno stesso vino può essere riconosciuto come DOP e DOC (DOCG) o come IGP e IGT.

Gli acronimi


Ma cosa significano queste sigle che utilizziamo quotidianamente?
Abbiamo già visto le due sigle a livello comunitario ovvero:

DOP= Denominazione di Origine Protetta
IGP= Indicazione Geografica Protetta

In Italia vi si affiancano:

IGT= Indicazione Geografica Tipica


L'IGP (Indicazione Geografica Protetta) è un marchio che viene attribuito a prodotti agricoli, alimenti o vini che garantiscono la loro provenienza locale. Nel contesto dei vini, l'IGP designa un prodotto vitivinicolo che possiede qualità, notorietà o altre peculiarità attribuibili a una specifica area geografica. Per ottenere l'IGP, almeno l'85% delle uve deve provenire da tale zona e la produzione deve avvenire in essa. In Italia, l'IGP è indicata con la sigla IGT (Indicazione Geografica Tipica). Quindi, quando trovi un vino con l'etichetta IGP o IGT, puoi essere certo che proviene da una specifica area geografica e rispecchia le sue caratteristiche uniche.

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DOC= Denominazione d’Origine Controllata


La sigla DOC sta per Denominazione di Origine Controllata. I vini DOC sono quelli che devono sottostare a criteri specifici basati principalmente sulle uve utilizzate e sui metodi di vinificazione e affinamento. In altre parole, un vino DOC è strettamente legato al territorio in cui viene prodotto. Le caratteristiche di questi vini sono attribuibili alle peculiarità della zona di produzione, come il tipo di terreno, il vitigno, l’esposizione e i metodi di produzione utilizzati.

DOCG= Denominazione d’Origine Controllata e Garantita


La sigla DOCG sta per Denominazione di Origine Controllata e Garantita. In Italia, è la massima certificazione che un vino può ottenere. I vini DOCG devono seguire regole di produzione molto rigide e controllate, garantendo così la loro qualità e autenticità. Solo pochi vini possono fregiarsi di questa denominazione, ed è un segno di eccellenza e attinenza al disciplinare di produzione. Quando trovi un vino con l’etichetta DOCG, puoi essere certo che rappresenta il meglio della sua regione di origine

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